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Rebeldia, udienza di sfratto: il giudice concede 90 giorni.
Inviato da zeliha il 27/7/2010 13:50:00

rebeldìaSi è svolta questa mattina a partire dalle ore 9 al Tribunale di Pisa l'udienza per la scadenza del comodato d'uso gratuito dei locali di via Battisti da parte delle associazioni del Progetto Rebeldìa. Il tribunale di Pisa si è pronunciato fissando l'esecuzione dello sfratto al 30 ottobre 2010. Di seguito il report della mattinata di Pisanotizie.    

 ASSEMBLEA CITTADINA * Mercoledi 28 Luglio  ore 21.30 a REBELDIA

 



Ore 13:30 - La sentenza. Il giudice ha concesso al Progetto Rebledia 90 giorni per lasciare l'edificio in via Battisti. Pur riconoscendo che il comodato d'uso è scaduto e che dunque l'immobile deve essere rilasciato, il giudice ha altresì riconosciuto che le molteplici attività delle associazioni non possono cessare ex abrupto. Da qui la concessione al Progetto Rebeldìa di 90 giorni per mobilitare le strutture attualmente collocate in via Battisti.

Ore 10:30 Conclusa l'udienza, il giudice si è ritirato per deliberare. La sentenza sarà comunicata alle parti alle ore 13. Dalle ore 9 è in corso il presidio delle associazioni del Progetto Rebeldìa di fronte al Tribunale, allestiti gazebo e una colazione per protestare contro il rischio di sfratto. Circa una cinquantina i presenti che questa mattina si sono riuniti nella piazza per attendere la decisione del giudice. E da una finestra affacciata sul Tribunale è spuntato uno striscione di solidarietà che recita "In questa triste città Rebeldìa resisterà". Il presidio è in corso, le associazioni invitano la cittadinanza a riunirsi sotto al Tribunale alle 13 per aspettare la sentenza.

Questo regala un respiro di sollievo al Progetto Rebeldia e ai suoi sostenitori. 3 mesi per trovare una soluzione concordata tra la città, le sue amministrazioni e le associazioni di Rebeldìa. Non c'è bisogno di dire che il lavoro per trovare la nuova sede di Rebeldìa non è affatto concluso. Dalla situazione odierna alla soluzione del problema dobbiamo abbattere molti ostacoli tirati su da burocrazie, ottusità, opposizioni ideologiche, scarsa visione d'insieme e irresponsabilità. La soluzione può essere raggiunta solo con un percorso che coinvolga tutta la città, che già da mesi abbiamo cominciato. Per continuare questo percorso, è convocata per la sera del 28 luglio un'assemblea cittadina.

Progetto Rebeldia

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Si svolgerà questa mattina a partire dalle ore 9 al Tribunale di Pisa l'udienza per la scadenza del comodato d'uso gratuito dei locali di via Battisti da parte delle associazioni del Progetto Rebeldìa. Per l'occasione, così come la settimana scorsa, quando fu presa la decisione da parte del giudice di rinviare l'udiena al 27 luglio, le associazioni saranno nuovamente davanti al Palazzo di Giustizia per fare sentire la propria voce e chiedere una soluzione condivisa che possa garantire la stabilità e l'unità di tutte le attività portate avanti in questi anni dal progetto.

Nel frattempo l'amministrazione comunale ha annunciato che nel corso di questa settimana si riunirà la conferenza dei servizi a cui parteciperanno oltre il Comune, anche la Provincia, l'Università e l'Azienda regionale per il diritto allo studio, per definire nel concreto l'ipotesi di via Saragat, dopo che giovedì scorso l'Amministratore delegato di Ferrovie dello Stato "Sistemi Urbani", Carlo De Vito, e il direttore di produzione di Rete Ferroviaria Italiana Maurizio Gentili, hanno sottoscritto l'impegno alla concessione dell'area.

Le associazioni di via Battisti, intanto, rilanciano sull'ex-Asnu: "La soluzione ex ASNU - scrivono dal Progetto Rebeldìa - è secondo noi la migliore da tutti i punti di vista, e questo è stato riconosciuto da molti. Dal punto di vista economico, garantisce l'investimento su pubblico anziché su privato; dal punto di vista strutturale, è una soluzione già pronta all'uso; dal punto di vista sociale, Rebeldía potrebbe fornire gratuitamente servizi agli studenti integrandoli con quelli universitari, biblioteca, arrampicata sportiva, corsi gratuiti di italiano per stranieri". "Esistono - proseguono le associazioni - i tempi per fare sì che la recente apertura dei candidati a rettore sulla questione ex ASNU (le elezioni di Ateneo sono a settembre) possa produrre dei risultati positivi per un effettivo coinvolgimento dell'Università nelle questioni cittadine.

Tanto più che la sede di via Saragat, così come è, non sarebbe disponibile prima del 30 ottobre per i lavori di bonifica esterna e la liberazione dell'area da parte delle Ferrovie". E i tre candidati alla massima carica dell'ateneo (il prof. Augello, la professoressa De Francesco e il prof. Miccoli), dopo la dura nota polemica del Rettore, Marco Pasquali, che rivendica a sé il potere decisionale sugli spazi dell'università, hanno diffuso sulla "questione Rebeldìa" una seconda nota congiunta. "In merito alla nostra dichiarazione - scrivono i tre docenti - sulla situazione del Progetto Rebeldìa, espressa al termine di un dibattito al quale siamo stati invitati come docenti dell'Università di Pisa che hanno dato la loro disponibilità a presentare la loro candidatura a Rettore, precisiamo che con essa abbiamo inteso manifestare il nostro apprezzamento per il progetto e l'impegno, nel caso che uno di noi venisse eletto, a sostenerlo.

Il nostro riferimento ai locali ex-Asnu - dichiarati indisponibili dall'amministrazione universitaria - manifesta semplicemente la disponibilità a prendere in considerazione, se in futuro fosse necessario ritornare sulla questione, le varie possibilità che emergeranno dalla concertazione con gli enti interessati". "Ribadiamo - proseguono i tre candidati Rettore - che la nostra dichiarazione intende esprimere un auspicio - sentito anche dai numerosi docenti dell'ateneo che hanno firmato un appello in tal senso - che le parti in causa trovino soluzioni e individuino percorsi appropriati e condivisi, tenendo conto delle scadenze contrattuali e degli impegni assunti. Tale dichiarazione, pertanto, non aveva e non poteva avere alcuna valenza istituzionale.

Le responsabilità di decisioni in merito all'uso dei locali, per quanto riguarda la posizione dell'ateneo pisano, competono unicamente all'attuale rettore il quale saprà dare, di concerto con gli organi politici e gestionali dell'ateneo, il suo contributo in sede di conferenza dei servizi alla soluzione della questione urgente dell'utilizzo di strutture che sono sin da ora disponibili".


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