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Carceri: una strage silenziosa. Nessuno approfondisce e nessuno cerca soluzioni.
Inviato da zeliha il 26/7/2010 13:20:00

cella gabbiaÈ il settimo suicidio tra le sbarre in Sicilia, il trentottesimo in Italia, il secondo in meno di un mese nel carcere di Bicocca, a Catania. Una strage silenziosa nelle carceri strapiene dell’Isola. Ieri a togliersi la vita è stato Andrea Corallo, 45 anni. Ha utilizzato un metodo inusuale: si è sgozzato con una lametta da barba recidendosi la carotide. È il primo suicidio con queste modalità, le statistiche rivelano che da gennaio sono stati 32 gli impiccati e 5 gli asfissiati.



Il 14 giugno scorso un ex detenuto al regime di 41bis, Antonio Gaetano Di Marco, di 35 anni, si era tolto la vita soffocandosi con una busta di plastica riempita del gas del suo fornellino.

Sovraffollamento delle celle, mancanza di psicologi e di poliziotti penitenziari. Sono le tre cause, secondo i sindacati, che determinano l’ aumento dei casi di suicidio. Proprio Bicocca è una delle carceri più sovraffollate della Sicilia. Dovrebbe accogliere 256 detenuti, ma (dato aggiornato al primo luglio) ne ospita 272.

Corallo era stato arrestato il 16 aprile del 2008 assieme ad altre sette persone, nel Ragusano, nell’ ambito di un’ operazione antiracket coordinata dalla Dda di Catania. Sul suicidio, la Procura etnea ha aperto un’ inchiesta e ha disposto l’ autopsia sul detenuto. Il totale dei detenuti morti nel 2010, tra suicidi, malattie e cause da accertare arriva a 105 (negli ultimi 10 anni i “morti di carcere” sono stati 1.703, di cui 594 per suicidio). Il dato è stato diffuso dall’ Osservatorio permanente sulle morti in carcere.

Nei primi sette mesi del 2009 (anno che ha fatto registrare il record storico di suicidi in carcere con 72 casi), il numero dei detenuti suicidi era attestato a 31, quindi 7 in meno rispetto a quest’ anno. “Un trend negativo che, a meno di clamorose inversioni, - fa notare l’Osservatorio - a fine anno produrrà un numero di decessi in carcere mai visto, né immaginabile fino a pochi anni fa: a titolo di esempio nel 2007 i suicidi furono 45, l’anno successivo 46, ma oggi i numeri sono quasi raddoppiati”.

Ieri, a dare comunicazione dell’ ennesimo morto in carcere è stato il segretario generale della Uilpa penitenziari, Eugenio Sarno, che sottolinea: “Abbiamo la sensazione che nemmeno questa strage scuota dal torpore una classe politica che ha, evidentemente, accantonato la questione penitenziaria. Nelle nostre galere si continua a morire”. Il 29 giugno a togliersi la vita era stato un carcerato a Giarre. Si era impiccato con i manici di una borsa frigorifero.

“Il nostro ufficio, da questo momento in poi - dice Salvo Fleres, senatore Pdl e Garante per i diritti dei detenuti - valuterà la possibilità di costituirsi parte civile, contro gli eventuali responsabili di questi tragici fatti e degli altri episodi di violenza che, quotidianamente, si verificano in tutte le carceri”. Ma nelle carceri a morire sarebbero anche i poliziotti penitenziari e i dirigenti. “Sono quattro gli agenti - continua Sarno - ed un dirigente generale che si sono suicidati nell’ ultimo periodo. È forse il caso di approfondire ed investigare? Noi diremmo anche di risolvere”.

La Repubblica, 26 Luglio 2010


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