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Ultimo penoso cda d'Ateneo, prima della chiusura estiva. Bandi e stabilizzazioni rimandati a settembre
Inviato da vinz il 13/7/2010 22:00:00

Quello di oggi non è stato un cda certamente tranquillo. Per capirlo basta vedere l'home page del sito dell'Ateneo, dove a poche ore dalla fine del cda è stato pubblicato un resoconto di quanto accaduto, sotto le "news". Chi scrive non si ricorda di aver mai visto tanta celerità.



Il resoconto parla chiaro, il Rettore ha proposto il reclutamento di 43 ricercatori, anzichè 86, con la conseguente stabilizzazione di 34 precari tecnici amministrativi, anzichè 89. "Sinistra per..." coadiuvata da due docenti, chiedeva invece di guardare al futuro dell'Università, quindi di reclutare 86 ricercatori e chiudere la questione con gli 89 stabilizzandi che da dicembre aspettano il contratto indeterminato, secondo l'accordo (disatteso dall'Ateneo) preso di fronte alla direzione provinciale del lavoro.

Nessuna delle due proposte ha avuto la maggioranza, in sostanza il cda ha deciso di rimandare tutto a settembre, ha deciso di non decidere e scaricare la palla al prossimo Rettore. Prevedibile, secondo alcuni, ma ugualmente scandaloso, soprattutto per i precari che andranno in vacanza (i più fortunati) senza nessuna sicurezza sul futuro, ancora una volta. Nel frattempo, pare che durante la seduta alcuni consiglieri siano usciti e mai più rientrati, perchè secondo l'organo esistevano "conflitti d'interesse", e non stiamo parlando del Rettore (incredibile vero?).  Inoltre il cda ha finalmente destinato i 4 milioni di euro giunti dalla Regione. Purtroppo però i soldi, tutti, sono stati stanziati interamente per coprire il debito interno tra amministrazione e dipartimenti.

Gli esternalizzati hanno invece annunciato a mezzo stampa che la loro cassa integrazione, partita il 23 aprile (e non ancora riscossa...) scadrà tra pochi giorni, ovvero il 23 luglio. Ci sarà una richiesta di rinnovo da parte dei sindacati (Cgil e Cobas) che speriamo venga accettata, ma nel frattempo dall'Ateneo non sono arrivati i soldi promessi dal direttore amministrativo in uno degli ultimi incontri.

Di seguito la nota dei bibliotecari esternalizzati e il comunicato di rifondazione comunista su quanto accaduto oggi.

COMUNICATO dei bibliotecari esternalizzati:

Nel sostenere l'odierna protesta degli stabilizzandi, i bibliotecari esternalizzati dell'Università di Pisa vogliono ricordare la loro situazione.

Siamo 17 lavoratori impiegati a tempo part time e a cui, da aprile è stato  fortemente ridotto il monte orario (contestualmente ad una riduzione degli  orari di apertura delle biblioteche). La riduzione è stata in media del 42% e  attualmente ciascuno di noi lavora solo per 16 ore alla settimana. Ci troviamo  in regime di cassa integrazione in deroga dal 23 aprile fino al 23 luglio, momento in cui scadrà la cassa integrazione.

Nonostante la scadenza della cig sia alle porte, ancora non sappiamo niente sul nostro futuro. In un incontro che abbiamo avuto alcuni mesi fa con il direttore amministrativo Riccardo Grasso, questi ci aveva promesso che in sede di assestamento bilancio, qualora si fossero resi disponibili dei fondi, si sarebbe data priorità all'estensione dei nostri monti orari e quindi all'apertura delle biblioteche, visti i numerosi solleciti giunti anche da parte studentesca. Purtroppo pare che quest'anno non vi sarà alcun assestamento  di bilancio e questo ci fa temere che la situazione possa non sbloccarsi affatto.

Chiediamo nuovamente all'Università di dare la giusta considerazione alla nostra situazione e al problema più generale delle biblioteche, viste anche le cifre molto basse, nel contesto del bilancio universitario, che sarebbero sufficienti a riportarci al regime precedente.

Bibliotecari esternalizzati

 

Comunicato stampa di Rifondazione comunista:

Rifondazione Comunista ha sempre rivendicato la piena sostenibilità finanziaria dell’assunzione di 86 ricercatori a tempo indeterminato e di 89 tecnici-amministrativi stabilizzandi da parte dell’Università di Pisa. Si tratta oltretutto di una manovra irrinunciabile, con cui si rispetta finalmente la sentenza del giudice del lavoro sulle stabilizzazioni e con cui si dà ossigeno, con nuovi posti da ricercatore, al futuro della didattica e della ricerca nel nostro ateneo messo a repentaglio dal pensionamento di circa 300 docenti negli ultimi anni e in quelli a venire.

Per queste ragioni consideriamo molto grave che durante il Consiglio di amministrazione del 13 luglio il Rettore Pasquali, coadiuvato dal direttore amministrativo Grasso, abbia tentato di sabotare il piano di assunzioni approvato dalla Commissione sviluppo e dal Senato accademico, proponendo di bandire solo la metà dei posti da ricercatore, compresi i 17 interamente finanziati dal Ministero sui fondi straordinari del governo Prodi, in attesa di conoscere il dato del trasferimento statale per il prossimo anno. Dato per altro largamente prevedibile già adesso.

La proposta del Rettore è stata clamorosamente bocciata, raccogliendo solo 5 voti in consiglio. Purtroppo anche la proposta alternativa, di dare corso integralmente al piano del Senato, non ha raggiunto la maggioranza col risultato che la decisione è stata rimandata a settembre. Visto che sui bandi pesa l’incognita del ddl Gelmini che, se approvato, impedirà di bandire posti da ricercatore a tempo indeterminato, e che sulle stabilizzazioni pesa il termine ultimo per l’assunzione fissato a dicembre 2010, ogni ritardo in questa materia è estremamente rischioso oltre che immotivato.

Rifondazione considera altrettanto grave, e per di più irregolare, la delibera del consiglio di amministrazione che impiega i 4 milioni di euro destinati dalla Regione Toscana a consolidare il fondo di finanziamento ordinario, e a favorire dunque le assunzioni, per ripianare il "debito interno" dell’amministrazione centrale verso i dipartimenti. Non era questo il senso del protocollo d'intesa con la Regione. Chiederemo pertanto, attraverso il nostro capogruppo in Consiglio Regionale, che la giunta richiami formalmente l’università di Pisa ai suoi impegni.

 

Federico Oliveri

responsabile provinciale università

Rifondazione Comunista Pisa


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